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April is the cruellest month

  • 21 mag 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

O “echi eliottiani in questa parte di mondo privilegiata”



Un disco jazz suona da un balcone, con la porta finestra aperta e una bandiera della pace appesa. Mi immagino la scena: le anche di una persona che oscillano a ritmo nella cucina, mentre si prepara una pasta per cena. L’aria è più calda di quello che dovrebbe e per questo è ancora più carica del profumo dei fiori. Sento magnolia grandiflora sempreverde: mia nonna che ne regala un fiore appena sbocciato a mia mamma. Volto l’angolo e la vedo. Sento robinia pseudoacacia: mio nonno grato dell’arrivo di un’altra primavera. Guardo a terra e i petali di piante femmina tappezzano la strada. Sento gelsomino polyanthum: ci immergo il naso, perché è alla mia altezza e perché voglio ricoprirmi del rosa del gambo e dei boccioli.



L'aria calda contiene più vapore acqueo rispetto all'aria fredda: le sue molecole hanno più energia per muoversi e si legano alle particelle odorose, trasportandole nei nostri nasi. Le accolgono le cellule nervose dei nostri sistemi olfattivi, spedendole al cervello sottoforma di impulsi elettrici, che la corteccia trasforma in aroma.


Un mondo più caldo è un mondo che entra di più nel naso.


April is the cruellest month. Per quanto mi duolga dirlo, è vero. Il pugno in faccia dei lillà sbocciati da arbusti ancora sonnolenti. Winter kept us warm. La neve ricopre, procrastina, tiene al riparo dalla ferocia e dall’arroganza del risveglio. E comunque T.S. Eliot era un proto-fascista. L’IA generativa di un noto motore di ricerca mi dice che


“Sebbene non fosse un anti-fascista dichiarato, simpatizzasse per l’autoritarismo, il conservatorismo e fosse scettico nei confronti di socialismo e liberalismo, T.S. Eliot non era un fascista e le sue posizioni politiche sono state interpretate in modo diverso a seconda dei critici e del contesto storico.”


Lei è democristiana.


Di fronte al palazzo taggato, in cui almeno una persona si sta ciondolando con Coltrane mentre si prepara il soffritto, c’è un palazzo baciato dal sole in cui almeno una persona ha deciso nonostante l’orario di accendere le luci sul terrazzo. O forse se le è dimenticate da ieri. O da giorni.



Perché si scrive? Perché dentro è pieno e c’è bisogno di più spazio, altro spazio, per riempire di più. La scrittura come ciminiera. Le dita come un tubo di scappamento. La distillazione frazionata dei combustibili fossili funziona più o meno così: 


“Il petrolio grezzo viene riscaldato in una fornace ad alta temperatura detta torre di frazionamento e portato ad ebollizione. In questo modo si estraggono dal greggio i principali tagli gassosi, liquidi o semisolidi sfruttando il diverso intervallo delle temperature di distillazione. La benzina bollirà intorno ai 200°C, il gasolio a 350° C, il cherosene a metà. Quel che resta sono oli residui e bitumi.”


Se scrivo perché dentro è pieno, dentro è pieno perché fuori è troppo. Fuori è troppo perché non condivido il peso delle cose e non ottengo in ritorno l’alleggerimento della non-solitudine. E non condivido il peso delle cose e non ottengo in ritorno l’alleggerimento della non-solitudine perché è diventato contro-intuitivo pensarci parte di un tutto. Schizziamo tangenti l’uno all’altra. Se ci tocchiamo per errore è il finimondo. Abbiamo un numero finito di poli magnetici per attaccarci un numero finito di volte. Sentirsi soli a trent’anni anche se non li hai ancora è abbastanza normale. Basta trascorrere più di un’ora con una persona e in 5 casi su 7 ti fornirà degli elementi per cui avrai ragione di pensare che spesso si sente sola.



Una coppia si bacia e io inciampo di nuovo. Era il 29 di aprile e ora è già il 21 di maggio. Per questo aprile è un mese crudele. La mia suola sfrega e fa rumore, ma per fortuna non li distrae. Un bacio coinvolge circa 35 muscoli facciali e 112 muscoli posturali, necessari per mantenere la posizione e l’equilibrio. È una forma di contatto fisico riconosciuta universalmente come qualcosa di significativo: l’amore.


Se ci tocchiamo per errore è il finimondo.

 
 
 

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